Il riparatore – Parte 2

Bergmann aprì la porta al termine del corridoio 17 e uscì all’esterno. Il sole stava tramontando dietro il verde della foresta ad Ovest della fabbrica e il cielo stava sfumando verso il rosso. Un plotone di ausiliari stava marciando per la strada a passo sincronizzato. La forma dei loro componenti era stondata e il metallo lucido rifletteva la luce del tramonto come uno specchio. Probabilmente erano nuovi modelli appena arrivati. Passarono cinque file di quattro ausiliari, era raro vedere una nuova produzione così corposa. Le voci riguardo i lavori di espansione parevano essere confermate.

Il cortile proseguiva affiancato da diversi capannoni e parcheggi per i mezzi pesanti. Bergmann si incamminò lungo il percorso 16, diretto verso il magazzino dei ricambi. Nel parcheggio accanto al percorso un autocarro accese i fari. Sul rimorchio erano state depositate lamiere arrugginite e vari altri pezzi metallici dall’aspetto usurato. Il motore elettrico emise un sibilo e le luci tremarono per un attimo. L’autocarro ingranò la retro, uscì dall’area di parcheggio e prese la strada a nord, diretto presumibilmente verso la discarica esterna.

Un altro ausiliario proveniva dalla direzione opposta di Bergmann. Era un vecchio modello con le telecamere grandi come le sue, ma i suoi pezzi scintillavano come fosse appena stato fabbricato. Le sue telecamere si fissarono su Bergmann.

«BERG-411 cosa ci fai qui? I riparatori di ausiliari dovrebbero essere nelle officine di manutenzione per verificare le nuove forniture.»

Bergmann si fermò e aprì l’archivio degli ausiliari nella propria memoria. Il codice di quello davanti a lui era MAL-01, un ausiliario direttivo.

«Sono stato incaricato della riparazione di SHIN-024.»

I diaframmi delle telecamere di MAL-01 si allargarono e restrinsero un paio di volte.

«La riparazione di un robot delle pulizie non è prioritario. L’allestimento della nuova area richiede tutte le risorse disponibili. Deallocati e dirigiti all’officina di manutenzione assegnata.»

Nel parcheggio un altro autocarro accese il motore. Anche quello era carico di lamiere e altri componenti di scarto.

«La mia programmazione non mi permette di sospendere un’operazione di riparazione di un ausiliario.»

«Registro la tua segnalazione, richiederò un’evolutiva per il tuo software. Termina questa riparazione e raggiungici.»

Bergmann controllò negli archivi interni alla sua memoria la data dell’ultimo aggiornamento del proprio software. Era stato un bugfix della modalità stand-by eseguito tre mesi prima. Il risparmio energetico era incrementato del 5%.

«Quale sarà la mia mansione?»

«Stanno producendo un nuovo hardware di gestione e supporto degli ausiliari, le nuove generazioni che ci stanno inviando funzioneranno in modo diverso. I riparatori devono essere aggiornati sulle loro funzionalità e assemblare i primi componenti.»

MAL-01 riprese a camminare e Bergmann proseguì per la strada verso il magazzino. Verificò la data di messa in produzione dell’ultimo modello di ausiliario: era passato un anno, avevano cambiato il materiale delle giunture per renderle più longeve. L’aggiornamento precedente a quello aveva dotato gli ausiliari pulitori di arti in grado di piegarsi con un’angolatura di 5 gradi più stretta. Nuove produzioni che alterassero le loro funzioni tanto da richiedere un hardware esterno non erano mai state fatte. Forse era un tentativo di rendere gli ausiliari più modulari in modo da facilitarne la manutenzione in caso di guasti. Nel caso di Shinoda avrebbe fatto comodo potergli staccare le gambe e attaccargliene di nuove invece di dover risaldare le giunture.

Il magazzino dei ricambi era sigillato da un portone in acciaio al cui lato era situato un terminale. Un ausiliario era stazionato davanti al portone. La forma della sua testa era più ovale e meno spigolosa rispetto a quella di Bergmann, le telecamere erano larghe solo un paio di centimetri. Era anche più basso e l’acciaio risplendeva anche alla tenua luce del tramonto. Non riconobbe il modello, doveva essere della nuova produzione.

Bergmann raggiunse il terminale e premette sullo schermo. Comparve un rettangolo vuoto e la richiesta di inserire un codice di accesso a sei cifre. Compose l’ultimo codice che gli era stato inviato: 829561. Sul display comparve in rosso la scritta Codice Errato.

«Hanno cambiato il codice senza segnalarmelo.» Bergmann si voltò verso l’altro ausiliario. «Conosci il codice?»

L’ausiliario spostò lo sguardo su di lui e rimase immobile.

«Sono BERG-411, ho l’autorizzazione ad accedere. Puoi darmi il codice?»

Rimase immobile. Attorno a loro non c’erano altri ausiliari che potessero aiutarlo. Un paio di muletti scarichi passarono davanti a loro. Poteva attendere che arrivasse qualcuno che aprisse il magazzino oppure tornare indietro e cercare MAL-01 per farsi dire il codice. Essendo un direttivo la probabilità che lo conoscesse erano alte.

Un autocarro stava percorrendo la strada davanti al magazzino. Sul rimorchio trasportava una gru meccanica, uno strumento usato per la riparazione delle vecchie fabbriche e l’assemblaggio dei nuovi ambienti. Afferrò la maniglia della portiera e mise il piede sul parafanghi.

***

L’autocarro passò accanto a MAL-01. Bergmann lasciò la portiera dell’autocarro, poggiò i piedi a terra e fece qualche passo per decelerare.

Le telecamere di MAL-01 scorsero tutto il corpo di Bergmann. «BERG-411 cosa stai facendo?»

«Il magazzino è chiuso e non mi è stato comunicato il nuovo codice.»

«I comportamenti pericolosi non necessari sono proibiti. La tua programmazione dev’essere difettata, aumenterò la priorità dell’intervento di aggiornamento.»

MAL-01 mosse un passo in avanti, ma Bergmann si spostò per bloccargli il passaggio.

«Gli spostamenti attraverso i mezzi sono più rapidi. La mia velocità di spostamento è ridotta. Questo metodo aumenta la mia efficienza.»

«Registro la tua segnalazione, richiederò un’evolutiva anche per il tuo hardware. Adesso torna alle tue mansioni.»

«Ho bisogno del codice di accesso al magazzino. Inoltre devo segnalare la presenza di un ausiliario difettoso davanti al magazzino: non risponde alle richieste che gli vengono fatte e non coopera con gli altri ausiliari.»

«I nuovi modelli sono privi della funzione vocale, gli ausiliari che ne avranno il bisogno riceveranno il nuovo componente hardware che interagirà per loro. L’ausiliario che hai incontrato fa parte della nuova generazione, è lì proprio per impedire che vengano prelevati pezzi dal magazzino, dato che i ricambi per gli ausiliari sono riservati alla nuova area. Fino al termine dei lavori di installazione non sono permessi utilizzi differenti.»

«Senza i ricambi non posso procedere con la riparazione di SHIN-024»

MAL-01 fece un passo laterale. «Allora è nell’interesse della tua programmazione che i lavori terminino alla svelta.» Riprese a camminare e superò Bergmann. «Officina di manutenzione numero 3. MAL-02 ti spiegherà i dettagli del nuovo hardware.»

Bergmann passò in analisi le possibilità. Tentare tutti i possibili codici a sei cifre era impossibile a causa del blocco automatico a tre tentativi. Anche aspettando che qualcuno di autorizzato facesse l’accesso al magazzino una volta dentro non avrebbe ottenuto l’autorizzazione al reperimento e trasporto dei ricambi. L’unica opzione era velocizzare i lavori di assemblaggio per anticipare lo sblocco del magazzino.

Due muletti trasportanti dei pancali stavano percorrendo quella strada. Perlomeno non gli avevano ancora sovrascritto la programmazione per ottimizzare gli spostamenti.

Seguici sui nostri social

Resta in contatto per non perderti nessuna novità!