Seleziona una pagina

Immaginare il futuro è come giocare a bowling

Negli ultimi secoli ci sono stati svariati tentativi di immaginare come sarebbe stato il futuro, alcuni un po’ più realistici di altri, ma tutti basati sulle esperienze di chi viveva in quel periodo. Durante l’ottocento, dopotutto, non ci si poteva certo immaginare che un giorno saremmo stati capaci di parlare con persone dall’altro lato del mondo attraverso un rettangolino magico trasportabile comodamente in tasca. O che la gente si sarebbe messa a lanciare macchine su altri pianeti per sport.

Certo alcuni tentativi risultano molto fantasiosi. In particolare a fine dell’ottocento, probabilmente un pochino troppo gasati dalla seconda rivoluzione industriale, alcuni artisti si sono sbizzarriti immaginandosi un futuro composto da macchine improbabili e anche come estetica al limite della decenza.

Un aspirapolvere automatico immaginato da un artista francese dell’800
iRobot Roomba i7+ review: smarter than the average robot vacuum - The Verge
Un aspirapolvere automatico immaginato da un ingegnere americano nel 2002

Perché alla fine il futuro non è altro che un pendolo che oscilla tra scoperte incredibili e invenzioni di cui faremmo a meno. Impossibile prevedere tutto, l’importante è andarci il più vicino possibile. Orwell ha fatto un tentativo col suo romanzo 1984, ma, seppure per alcuni non ci sia andato così lontano, per fortuna al momento non c’è nessuno che mi costringe ad alzarmi per fare ginnastica davanti alla tv. A meno che non sia la serata Just Dance. Isaac Asimov invece si è spinto un po’ troppo oltre per poter dire se aveva ragione o no, dovremo aspettare ancora dei decenni, forse secoli.

E Stone Shelter?

Se c’è una cosa che le previsioni del tempo ci insegnano, è che bisogna fare previsioni a medio raggio. Se ti dicessi che tra due secondi pioverà e siamo già fuori casa senza ombrello avrei l’utilità di un ferro da stiro su un’isola deserta. Se invece annunciassi che tra un anno ci sarà una bella giornata di sole il 5 Aprile sarei affidabile come un bambino con la bocca sporca di cioccolata che dice di non essere stato lui ad aprire la dispensa. Il trucco è scommettere sul medio periodo, abbastanza in là da essere utile, ma non così tanto da non sapere di cosa si sta parlando. Questo è uno dei cardini su cui è stata costruita l’ambientazione del nostro gioco, un futuro prossimo, ma che consenta di fare qualche piccola aggiunta futuristica. Dopotutto non sappiamo quali rivoluzioni potrebbero esplodere nei prossimi decenni.

Sperando che non siano così drastiche.

Un modo semplice per immaginarsi il futuro e creare un’ambientazione evocativa è concentrarsi sull’automazione: i robot stanno già soppiantando una buona parte delle attività umane e diventano sempre più indipendenti. Basta pensare alle fabbriche di automobili, nelle quali gran parte dell’attività produttiva è svolta da macchinari complessi che assemblano i componenti sotto la supervisione umana. Cosa accadrebbe se l’automazione raggiungesse livelli ancora più estesi? Immaginiamo che un gruppo di robot possa gestire in autonomia una fabbrica senza che ci sia bisogno di un controllo umano. Sarebbe un vantaggio in termini economici? Sarebbe affidabile? In caso di emergenza imprevista le macchine sarebbero capaci di gestire la situazione?

Queste sono alcune delle domande a cui si prova a dare risposta nel gioco. Lo studio che è stato effettuato per rendere l’ambiente verosimile è iniziato dai primi luoghi di lavoro degli sviluppatori: osservando come funzionano le catene di montaggio hanno potuto farsi un’idea di come, in futuro, anche le parti legate ad attività umane potrebbero diventare parte di un’automazione. Il problema in una catena di montaggio totalmente affidata alle macchine sono gli imprevisti. Cosa dovrebbe succedere in caso di incendio? E se si rompe un componente? Se si guasta un macchinario? Chi fa la revisione?

Così nascono gli ausiliari, robot umanoidi adibiti a determinate mansioni che richiedano capacità di adattamento.

No, questo non è un ausiliario, ma mi piace troppo la tamarraggine del robot con le mani in tasca.

E così nasce l’idea anche per il protagonista della storia: un robot con un’intelligenza artificiale all’avanguardia che lavora in un reparto della fabbrica. Alla fine non è niente di così futuristico o inimmaginabile, al mondo esistono già intelligenze artificiali così raffinate da saper fare pressoché qualsiasi cosa. Qualcuno si è persino divertito a crearne una capace di disegnare ragazze. Un androide responsabile del reparto specchietti retrovisori improvvisamente non sembra più così fantascientifico.

Riguardo invece l’ambiente in sé non è facile farsi un’idea delle fabbriche nel prossimo futuro. Gli ambienti di lavoro e assemblaggio non sono mai cambiate radicalmente attraverso i secoli e anche osservando il lavoro già svolto in altre opere con un tema simile si nota che non c’è stato un enorme sforzo di immaginazione: corridoi sopraelevati, ringhiere di metallo e pareti di mattoni e cemento armato la fanno da padrona in quasi tutti i giochi e film.

Man vs. Machine: I, Robot | cariscifimagazine
Magari con quelle bellissime luci al neon sul soffitto che fanno tanto uffici anni novanta.

Su questo aspetto la scommessa è più difficile: puntare su un fattore di innovazione più marcato oppure seguire l’onda e immaginare uno scenario più moderno? Possiamo pensare che alcuni fattori non cambieranno tanto presto, come ad esempio i muletti per il trasporto merci o i nastri trasportatori, ma ne siamo davvero sicuri? Dopotutto in passato anche la posta pneumatica era considerata all’avanguardia, mentre ad oggi viene utilizzata solamente in ambiti ristretti: premere un tasto per inviare un’email è più comodo di spedire una capsula in un tubo dentro al muro. Magari tra dieci anni i pacchi verranno trasportati da piattaforme volanti e noi viaggeremo col teletrasporto. Anche se in realtà esistono già macchine che potrebbero sembrare futuristiche e alle quali manca giusto il pilota automatico.

Dopotutto questo potrebbe comunque essere un nemico valido nel gioco,
se sei un pacco Amazon
Ma vuoi mettere quest’altro?

Il confine tra l’essere realistici con le previsioni ed esagerare vistosamente è sottile e molto mobile. Una macchina che esiste tutt’oggi nella realtà potrebbe sembrare impossibile o irrealistica se messa dentro a un gioco, mentre macchine davvero irrealizzabili potrebbero venire prese come plausibili. Dare un’intelligenza artificiale a queste macchine sarebbe troppo? Forse. O forse no.

Vogliamo scommettere dicendo che è fattibile. Le macchine possono essere automatizzate ed è possibile creare un’intelligenza artificiale che monitori i casi anomali, anche senza la pretesa di farli sembrare umani. Alla fine provare a immaginarsi il futuro è come fare una partita a bowling: troppo a destra col realismo o a sinistra con il futurismo e non beccherai neanche un birillo; devi mirare bene, dare la rotazione e pregare che a fare strike non sia stato Douglas Adams, o per noi si mette male.

Seguici sui nostri social

Resta in contatto per non perderti nessuna novità!