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Come si modella un nitrito

L’ologramma di un unicorno robot invade la stanza, impenna nitrendo e il corno d’acciaio compenetra col soffitto.

Eric sobbalza sulla sedia «Ma che ca–»

«Ciao Eric» Dice l’unicorno.

«Ripeto: ma che ca—»

L’unicorno nitrisce di nuovo. I suoi occhi sono due telecamere sferiche puntate su Eric. «Sono io, Lorenzo.»

«Intruso ostile rilevato. Avviare il protocollo Manhattan?»

Eric si slancia in avanti e solleva le mani. «NO ALEXA! Non mi atomizzare la stanza di nuovo!»

«Protocollo Manhattan disattivato.»

Eric si risistema sulla sedia. «Perché usi l’avatar di un unicorno?»

«E tu perché usi l’avatar di un umano?»

«Perché SONO un umano, e tu non sei uno psicopatico in un costume da coniglio inquietante.»

L’unicorno trotta per la stanza e si guarda attorno. «È vero. Il fatto è che sto mettendo a posto la stanza e non era carino avviare una videochiamata, quindi ho mandato un sostituto.»

«Aspetta, ma questo non è il My Little Pony che stavano progettando Ale e Roman alla Okubo?»

«Per motivi di copyright si chiama Maestoso Liocorno Programmabile.»

Eric rimane immobile a pensare qualche istante. «La sigla è sempre MLP.»

«Finché non se ne accorge la SIAE siamo a posto.»

«E l’hai pure fatto animare?»

Il Maestoso Liocorno Programmabile agita il corno su e giù. «Giusto qualche movimento semplice, ma è venuto bene.»

Eric butta indietro la testa e inizia a pensare a una qualsiasi ragione per poter inserire un unicorno robot nel gioco, giusto per non buttare via tutto quel ben di dio di lavoro.

«A parte liocorni esenti da copyright cos’hai da mostrarmi? Ale dovrebbe averti inviato il concept del boss.»

Il liocorno si impenna di nuovo, il corno continua a compenetrare il soffitto.

«Jack–Scilla! Certo, dammi un secondo che carico il modello.»

Accanto al liocorno compare a mezz’aria una barra di caricamento azzurra. I dati vengono caricati in pochi secondi, la barra scompare e al suo posto viene proiettato Jack–Scilla in tutto il suo splendore. La base è modellata in una forma esagonale che si stringe mano a mano che sale verso l’alto, i sei lunghi colli che spuntano da essa partono ognuno da un lato diverso dell’esagono. I colli metallici sono divisi in decine di segmenti snodabili, in mezzo ai quali, se hanno la giusta inclinazione, si possono vedere alcuni fili e ingranaggi. Al termine di ogni collo ci sono le fauci, simili a quelle di una ruspa. Una delle teste ha la bocca spalancata, all’interno la superficie metallica presenta graffi e bozze. In cima a ogni testa c’è un cilindro nero da cui calano delle “basette” fatte di circuiti che incorniciano le mandibole.

Eric gira attorno al modello e lo osserva da ogni possibile angolazione. Annuisce, si porta la mano al mento e guarda in bocca a Jack–Scilla.

Il liocorno nitrisce ancora. «Le ammaccature dentro la bocca sono danni fatti dalle cose che ha mangiato, è per dare un senso di usura.»

«Bene, mi piace. I colli fino a dove possono arrivare?»

«Per quelli mi sono sentito sia con Ale che con il reparto Animazione, per avere un quadro complessivo. Ci sono ventidue segmenti per ogni collo, ogni segmento può arrivare a un angolo di venti gradi con quelli accanto, può toccarsi la base senza problemi.»

«E in lunghezza? Mi sembrano un po’ corti.»

«I segmenti hanno un margine di separazione tra loro, se guardi quel collo un po’ più allungato vedi che sotto ho creato anche il modello interno che diventa visibile quando due segmenti del collo si allontanano. Ho parlato con Ale per decidere come impostare la texture interna di Jack–Scilla per renderlo realistico, ma non far confondere i giocatori facendogli pensare che sia un punto debole. Guarda:»

Uno dei colli di Jack–Scilla si espande nell’ologramma: i segmenti che lo compongono si ingrandiscono e lasciano esposta la texture interna fatta di grossi ingranaggi molto spessi e cavi metallici intrecciati. Dopo qualche istante il modello ritorna al suo posto.

«Ho applicato lo stesso metodo al Liocorno. Guarda, il collo ha gli stessi segmenti e quando si impenna o nitrisce, sotto si vede la stessa texture.»

Eric solleva lo sguardo verso i cilindri sulle varie teste di Jack–Scilla.

«Davvero un ottimo lavoro. Hai già pensato anche alle modifiche da fare quando il giocatore fa esplodere i cilindri che coordinano le teste?»

«Certo. Guarda, quella testa lì ha una basetta sola. Il cilindro, stando agli animatori, dovrebbe vibrare parecchio durante i movimenti. Invece quando lo distruggi diventa così.»

Il modello sfarfalla. I cilindri scompaiono, sostituiti da detriti neri informi, e le teste sono annerite e accartocciate come se fossero state colpite da una granata.

«Bello, non vedo l’ora di vederlo in azione. Il reparto animazione è già al lavoro?»

«Sì, hanno già il modello finito. C’è solo una cosa che volevo chiederti.»

«Dimmi.»

Il liocorno nitrisce, Jack–Scilla scompare e al suo posto viene creato l’ologramma di un carrello delle pulizie. Sulla parte frontale c’è un flacone dell’alcool rivolto in avanti con una piccola fiammella sotto il becco spruzzatore.

«Ale mi ha passato questo carretto lanciafiamme dicendo che serve a Francesca come nuovo nemico da mettere in sceneggiatura. Non avevamo già i Roomba?»

Eric sospira. «È una lunga storia.»

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